Storia di una start up made in Italy nata dal Cnr che oggi opera in 13 paesi in campo medicale
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Prossima frontiera la Cina. L'italiana Tbs Group continua l'avanzata in Estremo Oriente dopo essere approdata in India due anni fa: gestisce 700mila apparecchiature mediche nel mondo, come elettrocardiogramma, tac, risonanza magnetica. E ha alle radici un'esperienza ventennale iniziata sul terreno della ricerca accademica con una collaborazione insieme al Cnr. La sede legale è nell'AREA Science Park di Trieste. "Il mix vincente è mettere insieme enti pubblici, industria, università", ricorda Diego Bravar, presidente e amministratore delegato di Tbs Group. Negli anni l'ex start up nata con il Cnr e il sostegno di capitale pubblico ha superato gli ostacoli che affrontano altre aziende ai primi passi e in rapida crescita: trovare soci stabili, raggiungere i primi fatturati significativi e arrivare alla quotazione. Fino a diventare un gruppo con 2mila dipendenti. Di recente la multinazionale italiana ha sviluppato una piattaforma informatica open source per gli ospedali, phi-Technology: abilita la progettazione di applicazioni software per la sanità. Inoltre può contare su una banca dati che racchiude informazioni sulle apparecchiature mediche installate negli ospedali. Sono dati aggiornati di continuo attraverso un network internazionale che racchiudono un know how sviluppato negli anni. È un vantaggio competitivo rispetto alle aziende che, invece, hanno unicamente informazioni sulle tecnologie che hanno prodotto. Tbs Group ha costruito una filiera che attraversa hardware, software e telemedicina. L'innovazione continua è stata un trampolino di lancio per il successo. Alla fine degli anni Ottanta ha costruito un modello di business che includeva la figura dell'ingegnere clinico: in questo modo ha semplificato, per esempio, l'assistenza alle apparecchiature presso le strutture sanitarie. Ha vinto le iniziali resistenze culturali: fino al 1978, infatti, era proibita negli ospedali l'assunzione di ingegneri oltre il campo civile. Ma quella che allora era soltanto una start up ha conquistato spazio attraverso dimostrazioni sul campo: è riuscita ad abbattere in modo sensibile i costi per gli ospedali, incentivati all'efficienza nella spesa con l'introduzione pionieristica dei drg. Poi ha puntato all'espansione della sua filiera. La piattaforma software phi-Technology, per esempio, è in continua evoluzione: la distribuzione open source facilita l'innovazione aperta gestita dalle strutture sanitarie che possono adattare le applicazioni alle proprie esigenze, a partire da standard comuni. Sono 35mila in Italia i pazienti che hanno accesso ai servizi sanitari progettati da Tbs Group. L'ingegneria clinica rappresenta l'80% del core business. Secondo le previsioni di Intermonte il fatturato per il 2010 sarà di 186 milioni di euro. |